03.19.08
Posted in bestiario, clienti, computer, creatività, curiosità, kitsch, scrittura, tecnologia, umanità tagged advertising, bestiario, copy-writing, creative writing, gif, kitsch, pattume, scrittura, umanità, writing at 5:46 pm by F.Rye

Il cliente, questo strano animale
Ormai è un luogo comune che se presenti un progetto a un cliente su PowerPoint, lui il progetto nemmeno lo guarda e a te nemmeno ascolta… è incantato dalle gif animate, dagli effettivi a scomparsa delle pagine e cazzatine varie.

Gif animate: la tecnologia sposa il cattivo gusto e esalta i clienti
Ricordo la laurea di mio padre… Inventò su commissione di una azienda leader non so bene che tecnologia rivoluzionario per l’industria meccanica, ma la commissione ascoltò i dettagli tecnici poco o nulla: per tutto il tempo si passarono di mano in mano, smontarono (e – aggiungo - non riuscirono a rimontare) un pezzo meccanico composto, grande non più di un cubo di Rubik. Un dettaglio implementativi del progetto sviluppato da mio padre ma che, parte per il tutto, assorbì totalmente le loro coscienze animali.
E qualcuno ha dubbi sulle origini evolutive dell’uomo. L’anello mancante non manca affatto, forse è il secondo sapiens dell’homo sapiens sapiens che ancora deve arrivare.
L’altro giorno un mio collega mostrava a un cliente un video promozionale su YouTube in attesa di feedback. Il cliente non è nemmeno riuscito a mettere a fuoco la magica finestrella in play con la pubblicità che aveva pagato. Macché. Per tutto il tempo continuava a chiedere incantato al mio collega: “Ma… ma quanti video ci sono su YouTube?”
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03.12.08
Posted in italia, libri tagged books, cultura, italia, libri at 3:41 pm by F.Rye

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Italia, paese dei “Sono-uno-scrittore-anch’io” ma paese dove si legge, di fatto pochissimo. Paese dove - in pace all’anima dell’Amazzonia disboscata - si stampano moltissimi saggi, la maggior parte dei quali finisce in carta straccia.
Scomodo dissidente per le statistiche nazionali, ma per fortuna insignificante nei loro conteggi, sembra che io sia uno dei pochi che in barba al trend nazionale acquista con piacere saggi e per lo più disdegna la narrativa e i libri “pop”.
Ma gli editori non demordono. Giocandosi ogni carta possibile - perché se non si dovrebbe mai giudicare un libro dalla coprtina, come dicono gli inglesi, è fuori dubbio che lo si compra per quello che questa ti dà a intendere.
Capita così che per rifilare agli italiani un notevole e serissimo saggio di letteratura e arte lo si debba popolarizzare un pochino… magari dandoti perfino a credere che parli di tutt’altro che di letteratura e arte. Che so, di mistici matematici (come Cantor) e scienziati un po’ picchiatelli e visionari.
Come capita al saggio Le Génie et la Folie en peinture, musique, littérature dell’esimio psichiatra francese Philippe Brenot…
…diventato in Italia Geni da legare - Piccole stranezze e grandi ossessioni delle più eccelse menti della storia.
Un po’ come dire… vendere un Magnum nella confezione di un Cremino.
Risultato? Rispettanto la scelta di marketing della Piemme, è finito nel mio cesso sullo scaffale Billy IKEA (notare, scaffale, a conferma del suo status non di surrogato per la carta igienica ma di lettura intrattenitiva sul trono della meditazione corporale), a beneficio dei miei ospiti.
Quando la copia originale in francese, sarebbe nella mia biblioteca, con Northrop Frye e Michail Bachtin.
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07.06.07
Posted in metablog tagged blog, blogging, scrittura, scrivere, vita at 3:29 pm by φ
Questo blog nasce come sfogo. Nasce come sfogo dopo alcuni anni di blogging “reader-oriented”, ovvero calibrato, ponderato, politicamente corretto e su misura del lettore internazionale… Lavorare su un blog strettamente informativo è stata una bella esperienza ma anche maledettamente stancante e non posso più reggere un simile impegno (e stress) quotidiano. E’ il tempo della rivalsa.
Questo nuovo blog nasce da un presupposto molto diverso - è il mio intrattenimento: il mio momento di pausa e riflessione ritagliato dalla RL™ (”Real Life”, la vita vera al di là del computer, dove pochi geek osano avventurarsi).
Il titolo del blog è solo un gioco parodistico sul ben noto titolo di Joyce… un modo per ammettere in prima istanza che questa volta andrò di matto con le associazioni di idee in irriverente libertà, al posto dello stile asettico e giornalistico dei blog precedenti.
E il sottotitolo (the dark side of creativity) non è una promessa né tantomeno uno slogan. E’ una confessione. Tutti nell’inventarsi un blog giocano a mostrarsi un po’ scrittori. Qui la situazione è ribaltata: è un tentativo di una persona che fa l’autore per lavoro di poter mostrare per una volta solo il suo lato umano e non i giochetti stilistici. E per sfogare tutti quei vissuti quotidiani o riflessioni e retroscena che un editore (o il tuo stesso dharma professionale) non ti lascerebbe mai condividere altrove.
Questo diario (ché di questo si tratta, in ultima analisi) non è un reality (la rivisitazione contemporanea del freak-show) per il gusto voyeuristico degli internauti. Ma se da un vissuto personale può nascere un momento di condivisione, ben venga!
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